carVertical

19/01/2026

Italiani alla guida: quanti km si percorrono in un anno

Karolis Bareckas

Karolis Bareckas

Quanti chilometri percorrono mediamente ogni anno gli automobilisti italiani? E, soprattutto, cosa rivela il chilometraggio sullo stato di salute, l’affidabilità e il valore di mercato delle auto in circolazione sulle nostre strade? Non si tratta solo di numeri: i chilometri percorsi rappresentano un indicatore chiave per valutare l’usura di un veicolo e la sua capacità di mantenere inalterate le prestazioni nel tempo.

Una recente indagine di carVertical condotta su 18 Paesi europei mette in evidenza non solo il chilometraggio medio annuale, ma anche la frequenza con cui gli italiani cambiano auto rispetto al resto d’Europa. I dati raccolti offrono spunti preziosi a chi sta pensando di acquistare o importare un’auto usata: sapere a quali Paesi conviene (o non conviene) guardare può fare la differenza tra un buon affare e una scelta rischiosa.

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Gli italiani tra gli automobilisti europei che percorrono più km all’anno

Stando ai dati elaborati da carVertical, in Italia un’auto percorre mediamente 19.558 km all’anno. Si tratta di un valore leggermente superiore alla media europea (pari a 18.285 km) che colloca il nostro Paese all’ottavo posto della classifica generale.

L’elevata mobilità automobilistica italiana è il risultato di una combinazione di fattori strutturali e culturali, ovvero:

  • Uso prevalente dell’auto negli spostamenti quotidiani, sia per esigenze lavorative che per brevi tragitti.
  • Minore diffusione ed efficienza del trasporto pubblico rispetto ad altri Paesi europei.
  • Alto tasso di motorizzazione, con circa 694 vetture ogni mille abitanti, a fronte della media UE di 571 (dati Eurostat).
  • Conformazione territoriale, con città e paesi distribuiti in modo diffuso e vaste aree montuose che ostacolano collegamenti diretti e rapidi.
  • Vetustà del parco auto, dato che le vetture vengono in genere utilizzate intensivamente fino al termine del loro ciclo di vita.

Come si comporta, invece, il resto d’Europa? Secondo l’indagine di carVertical, in vetta alla classifica dei 18 Paesi europei che percorrono più chilometri all’anno figurano:

  • Spagna: 23.186 km annui (il valore più alto in assoluto)
  • Francia: 21.386 km annui
  • Finlandia: 21.213 km annui

Mentre i Paesi con le percorrenze più contenute sono:

  • Romania: 15.425 km annui
  • Portogallo: 15.133 km annui
  • Regno Unito: 12.710 km annui (il più basso in Europa)

Gli italiani percorrono più km rispetto alla media europea prima di cambiare auto

L’indagine di carVertical ha messo in luce un altro aspetto, ovvero che gli italiani percorrono mediamente 104.638 km prima di cambiare auto. Questo valore è nettamente superiore alla media europea che si attesta sui 75.828 km, collocando l’Italia al quarto posto nella classifica dei 18 Paesi, con un utilizzo più intenso e prolungato del veicolo prima del cambio di proprietà.

A precederci, troviamo nell’ordine:

  • Polonia: 112.977 km
  • Slovacchia: 109.044 km
  • Portogallo: 108.256 km

In coda alla classifica figurano invece:

  • Ungheria: 47.845 km
  • Ucraina: 22.580 km
  • Serbia: 18.807 km

Naturalmente, per ottenere un quadro realistico del chilometraggio medio percorso da un veicolo per singolo proprietario, l’analisi ha considerato esclusivamente i casi in cui si è verificato un cambio di proprietà (vendite, reimmatricolazioni, intestazioni a un nuovo proprietario, importazioni o esportazioni). Sono state invece escluse le auto rimaste per l’intero ciclo di vita nelle mani di un solo proprietario o prive di un utilizzo documentato.

In quali Paesi l’auto resta più a lungo nelle mani dello stesso proprietario?

La durata della proprietà è un indicatore determinante nella valutazione di un’auto usata:

  • Minori passaggi di mano indicano generalmente una storia del veicolo più trasparente, manutenzioni più regolari e un rischio ridotto di difetti nascosti.
  • Cambi di proprietà frequenti possono rappresentare un segnale d’allarme, suggerendo problemi meccanici ricorrenti, usura elevata, incidenti non dichiarati o documentazione incompleta.

Secondo i dati raccolti da carVertical, i Paesi in cui l’auto resta più a lungo nelle mani dello stesso proprietario sono:

  • Portogallo: 7,15 anni
  • Polonia: 6,07 anni
  • Lituania: 5,48 anni

All’estremo opposto figurano invece:

  • Ungheria: 3,05 anni
  • Ucraina: 1,14 anni
  • Serbia: 1,13 anni (dove il turnover è sorprendentemente rapido)

La media per singolo proprietario calcolata sui 18 Paesi è di 4,18 anni. Con i suoi 5,35 anni, l’Italia si attesta ben al di sopra del dato europeo, piazzandosi al quarto posto della classifica generale.

Mercato dell’usato: i Paesi europei più affidabili (e quelli da evitare)

Analizzando la relazione tra chilometraggio annuo e durata della proprietà, emergono due gruppi di Paesi con comportamenti molto diversi tra loro, in grado di influenzare significativamente l’affidabilità delle auto usate nei rispettivi mercati.

Paesi in cui la proprietà ha una durata breve, ma si percorrono più chilometri della media

In alcuni dei 18 Paesi esaminati, il turnover è estremamente rapido, ma allo stesso tempo i veicoli percorrono più chilometri della media. I Paesi che rientrano in questo gruppo sono:

  • Spagna: 3,97 anni di proprietà, 23.186 km all’anno e 92.009 km per singolo proprietario. È l’unico Paese in cui la durata della proprietà è inferiore alla media, ma sia il chilometraggio annuo sia quello totale per proprietario risultano significativamente più alti.
  • Finlandia: 3,09 anni di proprietà e 21.213 km all’anno, uno dei valori annui più elevati.
  • Repubblica Ceca: 3,58 anni di proprietà e 20.201 km all’anno.
  • Ucraina: appena 1,14 anni con lo stesso proprietario e 19.816 km percorsi annualmente.

Questa combinazione — poco tempo nelle mani dello stesso proprietario e chilometraggi elevati — può tradursi in un’usura più marcata del veicolo, aumentando la probabilità di guasti meccanici e interventi di manutenzione.

Paesi in cui la proprietà dura più a lungo, ma si percorrono meno chilometri rispetto alla media

All’estremo opposto, troviamo Paesi in cui le auto rimangono più a lungo nelle mani dello stesso proprietario, ma percorrono in media meno chilometri all’anno rispetto al resto d’Europa. In questo caso, i veicoli tendono a presentare un’usura più contenuta, una manutenzione generalmente più costante e uno storico complessivamente più trasparente.

Rientrano in questa categoria:

  • Regno Unito: 4,51 anni di proprietà e 12.710 km all’anno, uno dei valori più bassi in Europa.
  • Germania: 4,81 anni di proprietà e 17.688 km all’anno.
  • Lituania: 5,48 anni di proprietà e 16.367 km all’anno.
  • Portogallo: 7,15 anni di proprietà (il valore più alto in assoluto) e 15.133 km all’anno.

Cosa significa tutto questo per chi vuole importare un’auto usata? Le differenze tra questi due gruppi di Paesi mostrano chiaramente che alcuni mercati europei dell’usato offrono agli acquirenti garanzie migliori rispetto ad altri. Il Portogallo è certamente il caso più evidente: con oltre 7 anni di durata media della proprietà e un chilometraggio annuo contenuto, rappresenta il mercato più stabile e affidabile tra i 18 analizzati. Tuttavia, non è l’unico Paese virtuoso. Anche Regno Unito, Germania e Lituania presentano un equilibrio favorevole tra durata della proprietà e le percorrenze annue.

Insomma, chi sta pensando di importare un’auto usata dovrebbe guardare non solo al prezzo, ma anche al Paese di provenienza, ricordando che alcuni mercati richiedono un livello di cautela decisamente maggiore.

Quanti km deve avere una macchina usata?

Il chilometraggio annuo è un indicatore chiave per capire quanto un’auto sia stata utilizzata e tracciare le abitudini di guida dei suoi proprietari. Un’auto sottoposta a un uso intensivo, infatti, è più esposta a usura precoce, guasti meccanici e riparazioni costose. Per questo motivo, i report sullo storico del veicolo di carVertical evidenziano sempre se l’auto ha avuto un impiego particolarmente gravoso, ma soprattutto se il suo chilometraggio è stato alterato.

Tuttavia, se i km di un’auto usata rappresentano un indicatore chiave per determinare le sue reali condizioni, non sono certamente l’unico. Lo stato di salute del veicolo dipende anche dalla manutenzione, dallo stile di guida dei precedenti proprietari e dal tipo di utilizzo: un’auto trattata con cura può risultare in ottime condizioni anche con un chilometraggio elevato, mentre un’auto trascurata, benché poco usata, può comunque presentare problemi importanti.

In generale, viene considerato normale un utilizzo compreso tra 10.000 e 15.000 km all’anno. Un chilometraggio inferiore ai 10.000 km annui può essere considerato un dato positivo, ma potrebbe anche essere il risultato di lunghi periodi di inattività, causando nel tempo problemi quali batterie scariche, deterioramento delle guarnizioni o deformazione degli pneumatici. Infine, superare i 20.000 km all’anno non è necessariamente negativo: se il chilometraggio è stato accumulato soprattutto in autostrada, l’usura risulta generalmente inferiore rispetto alla guida urbana, caratterizzata per lo più da traffico intenso e quindi da frenate e ripartenze continue.

I report di carVertical aiutano a valutare tutti questi aspetti in modo trasparente: mostrano l’evoluzione del chilometraggio nel tempo, permettono di individuare eventuali manomissioni del contachilometri, evidenziano l’eventuale uso commerciale del veicolo, segnalano periodi di inattività e riportano anche il numero di cambi di proprietà. Ecco perché è sempre consigliabile ottenerne uno prima di acquistare un’auto usata.

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Metodologia

I dati presentati provengono da un’analisi approfondita condotta da carVertical su 18 Paesi europei, riguardante il periodo compreso tra gennaio e ottobre 2025. L’obiettivo dello studio è confrontare i comportamenti degli automobilisti in termini di utilizzo dei veicoli e durata media della proprietà, individuando differenze significative tra i diversi mercati.

Per garantire la massima precisione, sono stati presi in esame soltanto i passaggi di proprietà — ovvero casi di vendita, reimmatricolazione a un nuovo proprietario, importazione o esportazione — escludendo invece i veicoli rimasti nelle mani dello stesso proprietario o privi di attività documentata.


Karolis Bareckas

Articolo di

Karolis Bareckas

Karolis è uno scrittore specializzato nel settore automobilistico e si occupa soprattutto dell'aspetto industriale. Il suo obiettivo è quello di educare i lettori e promuovere la trasparenza nel mercato delle auto usate. Con la passione per la narrazione e un'ampia esperienza di scrittura in diversi settori, Karolis si diverte a condividere le sue conoscenze e a diffondere la conoscenza di argomenti legati al settore automobilistico e tecnologico. È anche un grande appassionato di muscle car e di lunghi viaggi su strada.